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RIFLESSIONI CON MASTER CLOD sul concetto di Difesa Personale
Obbiettivo di questo blog e fornire informazioni realistiche sul combattimento da strada e la difesa personale. Per me è fondamentale riportare esclusivamente testimonianze di chi ha una reale esperienza di combattimento soprattutto in strada e non da chi insegna tecniche senza mai aver sentito il sapore del sangue o aver vissuto lo stress di un’aggressione stradale.
Dopo aver avuto l’onore di pubblicare un articolo del Maestro Joaquin Marcelo, qualche settimana fa ho avuto l’onore ed il piacere di parlare con il Maestro Claudio Alberton, meglio noto come Master Clod, persona che ritengo tra le più alte esperte in Italia e non solo sulla materia combattimento.
Da quella lunga chiacchierata e da alcune riflessioni che lui gentilmente mi ha scritto e’ nato questo crudo ed interessante articolo sulla realtà del combattimento da strada.

Nel corso della lettura troverete box come questo nei quali ho riportato alcuni Aforismi di Master Cold
Master Clod, chi è?
Per quanto il Maestro Claudio Alberton non abbia bisogno di presentazioni una veloce introduzione è dovuta.
Il Maestro Alberton ha dedicato tutta la vita agli sport da combattimento.

- Dal 1978 al 1993 karate Shotokan con grado Maestro 3 dan.
- Certificato PFS (progressive FIGHTING Sistem) in California nel 2000 da Paul Vunak.
- Guru 2 dan istruttore nel Kombatan Presas style, ultimo esame dato con commissione Filippina: Ernesto Presas jr e Randy Ramolin; rispettivamente Presidente Mondiale e Responsabile Europeo
- Esperto in pugnali e coltelli. (dal 1991 studia vari sistemi dal militare al civile).
- BJJ cintura viola presa nel 2005 col Mestro Rodolfo Amaro allora Responsabile barra Gracie
Sport da Ring:
Presidente della University of Fighting dal 1991 ha girato il mondo con un team che ha portato a casa ben 28 cinture tra Europee, Mondiali ed Intercontinentali.
Le cinture riguardano tutte le discipline a contatto pieno. (P.S.: metà delle cinture sono state vinte all’estero.)
Presidente della BTF (Born To Fight)
Direttore tecnico nazionale per la FE.NA.SCO. 94-99 Shoot boxe.
D.t.n. FIKBMS dal 2006-2012 e K1 dal 2013 al 2018
MMA:
Pratica dal ’96 come Vale Tudo.
Nel 2000 si è allenato da Roy Harris in California. Nel 2004 a Rio con Alessio Sakara nel club Brazillian top Team dove rimase 4 mesi.
Si è allenato e continua ad allenarsi con i migliori.
Come Maestro dal 1992 ad oggi oltre ha tenuto oltre 300 seminari e stage. Come eventi oltre 200. Con la prossima saranno 7 edizioni del Milano In The Cage – MITC.
D.t.n. WTKA per le MMA.
Nel 2016 il CONI gli ha conferito il riconoscimento di VETERANO DELLO SPORT e GUANTONE D’ORO per meriti sportivi.



In strada devo Combattere se NECESSARIO non posso difendermi.
Il concetto stesso di difesa nel combattimento sportivo non esiste, le VALENZE sono Attacco, Rimessa (parata e contrattacco) Incontro e Anticipo. Sono direttamente proporzionali alla difficoltà.
In “strada” la difesa passiva può portare a spiacevoli conseguenze. Poi DIFESA contro chi? Uno, due, tre, il
branco. Dove? Parcheggi, bar, stazioni etc. armati? Frontale, Laterale da Tergo…
Le incognite sono infinite per questo si definisce ASITUAZIONALE. Situazione che cambia costantemente.
Il Concetto di combattimento presuppone costante allenamento, tecnico e funzionale. Dedicare ore di allenamento è necessario per acquisire il giusto AUTOMATISMO. Poi l’importante aspetto emotivo è cosa del tutto personale. Certo è che allenando il contatto in palestra con sessioni di sparring l’abitudine al contatto, alla distanza, agli spostamenti sarà più concreta al momento di un possibile scambio in contesto URBANO. Poi la tecnica (per i puristi) può essere appropriata alla situazione.
Il pugno in palestra, la MANATA in strada, ginocchio allo stomaco in palestra ai testicoli in strada. Mordo, graffio, uso di tutto in strada, ma se non arrivo alla giusta distanza sono guai.
Penso che sull’argomento tutti debbano dire la loro, ogni sistema ha le sue giuste PECULIARITÀ, c’è libero ARBITRIO, importante è che non ci sia ISTIGAZIONE AL SUICIDIO.
Master Clod sei una persona che conosce la strada e i suoi rischi. La tua posizione è sempre stata molto chiara e realistica, mi piacerebbe che tu esponessi il tuo punto di vista su ciò che è realmente la difesa personale rispetto a ciò che viene generalmente insegnato nelle palestre.
Cosa rende un corso di autodifesa efficace?
Parto da un presupposto: conosco bene la strada: ci sono nato, cresciuto, lavorato, con annessi e connessi. Senza retorica vi dico perché’ non credo alla difesa personale per come viene interpretata da moltissimi insegnanti che in seconda battuta hanno la pretesa di poter insegnare a gente di tutte le età e sesso tecniche che difficilmente applicherebbero in un contesto di aggressione urbana.
Storie di vita vissuta
La strada
Faccio un salto nel passato, 1978 il primo morto ammazzato. Era capodanno, avevo 16 anni, fuori dalla discoteca 04 a Bereguardo in provincia di Pavia poco prima di mezzanotte sentimmo dei botti, di lì a poco capimmo che non erano botti. Un pregiudicato di Rozzano uccise dopo una discussione il buttafuori con 5 colpi a bruciapelo, il buttafuori, ricordo ancora adesso si chiamava Nereo.
In quegli anni Milano e provincia erano violentissime: la banda Vallanzasca, la politica extraparlamentare sia di sinistra che di destra e la micro criminalità delle periferie rendevano la vita quotidiana decisamente pericolosa.
Arrivarono gli anni ottanta: le bande giovanili, si dividevano Milano in quartieri da gestire.
Io ero un rockabilly, un teddy boy ahahahah belle ragazze, macchine (avevo il Mercedes 3000 beige) e facevamo a mazzate un giorno sì e un giorno si ahahah.
Mi allenavo di karate shotokan le mani e le gambe le facevo andare alla grande, poi avevamo tutti le lame. Fui arrestato per rapina, due volte per porto abusivo di arma da taglio e alla Discoteca MILLELUCI di Zavattarello in provincia di Pavia nell 1983 fui aggredito da gente del posto, uno lo accoltellai alla mano, finii un’altra volta nella caserma dei carabinieri con mio fratello ed un altro amico. Ci legnarono pesantemente.

In strada:se puoi evita, se puoi previeni, se puoi chiedi scusa, se devi dare i soldi dalli, se devi proteggere la tua famiglia COMBATTI
La svolta
In seguito l‘amore di mamma, la cintura nera presa nel 1985 e il diploma geometri mi portarono ad un lento cambiamento. Furono gli anni 90 che vissi la strada in maniera decisamente più strong.
Lavoravo in palestra, nel 1991 fondai il club UNIVERSITY OF FIGHTING che in pochi anni divenne la palestra più blasonata in Italia.
Nel 1996 tre cinture Mondiali vinte all’estero in specialità diverse: full contact, kick boxing e Savate… nel corso degli anni ne arrivarono altre 25 tra k1, shoot boxe, muay thai, MMA ma soprattutto nel pugilato.
Lavoravo in contemporanea allo Shoking club e successivamente al De Sade due tra le più importanti Discoteche di Milano. Dal 96 al 2002 gestii la discoteca Casablanca di Tropea per l’intera stagione estiva, portando i miei migliori uomini, tutti praticanti di sport da combattimento…erano pure delle bestie fisicamente parlando.
Di violenza ne vissi parecchia, persi due amici gli spararono altri due furono gambizzati. (tutto scritto nel mio libro biografico “volevo essere un balordo”).
Erano gli anni della Milano da bere e da pippare, i locali sempre pieni e la gente sempre più fuori. Mi menavo in palestra di giorno, mi menavo di notte in discoteca.
Gli anni 2000
Metà anni 2000 smisi di lavorare nei locali, mi limitai a coordinare la sicurezza in eventi privati, mostre e sfilate di modo, tutti lavori comodi.
Le aggressioni ci sono sempre state e sempre ci saranno, sono i modi e la gente che cambiano.
Le gang ci sono sempre state, gli scontri erano per la gestione del territorio non per puro divertimento. Le etnie erano poche, arrivarono gli albanesi e tanti slavi subito dopo la guerra, pericolosissimi. Ci lavorai nei locali e nel mio quartiere, la Barona.
Bene questo lungo preambolo è testimonianza di vita vissuta non di improvvisazione.

In strada tutto o niente è valido in quanto il concetto di ASITUAZIONALE vige come regola.
È vietato dalla LEGGE l’utilizzo del coltello sia per offesa che per difesa, si deduce che sia del tutto inopportuno DECANTARE l’uso e l’abuso.
Gli studi non coincidono con le gesta improprie in ambiti URBANI.
Detto ciò consiglio di stare molto attenti ai SO TUTTO IO
Per quanto riguarda la presunta difesa da coltello ho ampiamente, in passato, espresso il mio disappunto e la denuncia di “istigazione al SUICIDIO”.
Negli ultimi anni si è visto nascere diversi corsi di difesa personale che prendono origine da vari stili marziali. Parlando di difesa con la gente comune la prima cosa a cui loro pensano e il KM ed in wing chung.
Vorrei chiedere a te se ritieni che:
per la difesa personale c’è un’arte marziale più adatta di altre? Perché?
Ovviamente se c’è richiesta (difesa personale) il mercato si arricchisce di improvvisati difensori dell’altrui persona.
Io non parlo di sistemi (penso siano tutti efficaci) ma di insegnanti o presunti tali.
Ho scritto parecchio in merito al mio pensiero sull’argomento, io personalmente credo nelle Prevenzione non nella difesa personale soprattutto per come viene insegnata. Fanno corsi uguali per tutti, non tenendo conto che ognuno di noi ha la sua fisicità, la sua psiche, il proprio passato. Bisognerebbe fare allenamenti ad personam (cosa che ci consigliava anche il Maestro Greco), allenare come si allenano i professionisti di sport da combattimento, già perché di questo si tratta.
In strada si evita ogni tipo di discussione ma se necessario, quando la prevenzione non è sufficiente si deve combattere. Brutto usare questo sostantivo ma purtroppo è la verità.
Poi lor signori hanno mai preso mazzate? Hanno mai assistito a risse con bottiglie rotte, spranghe e lame? Se così fosse ci andrebbero cauti con l’insegnare certe assurdità.
Consiglio
di frequentare assiduamente palestre di sport da combattimento ed MMA dove il contatto pieno, allenato con progressione tecnica consente una abitudine al contatto.
In strada si parla di contatto pieno, non epidermico.
Distanze, spostamenti, timing otre che la tecnica abbinata alla tattica rappresentano l’essenza del combattimento.
Poi uno due tre quanti possono essere gli aggressori? Grandi grossi ed incazzati magari con oggetti contundenti.
Questo è il punto, come possono allenare quella che negli sport da combattimento viene chiamata asituazionalita’.
In strada non esistono schemi, la location varia, possono essere aggressioni palesi (frontali) laterali o da tergo quindi improvvise ed ingestibili anche da persone esperte.
In conclusione
penso che prima di affidarsi ad un fantomatico guru bisogna informarsi, esiste il web per le ricerche.
I corsi di due ore la settimana, magari online sono semplicemente una istigazione al suicidio e andrebbero perseguiti dalla legge.
La prevenzione ed il costante allenamento “forse” danno una possibilità in più in un contesto di Jungla urbana.

NON RACCONTATE BUGIE.
La parte cosiddetta, da molti, Psicologica nei cosiddetti corsi di difesa personale per DONNE, ha presunte lacune.
Primo, chi la racconta ha mai subito violenza?
Secondo ogni Donna reagisce sotto STRESS in modo diverso
Terzo, di solito è una aggressione IMPROVVISA.
Poi c’è l’abitudine al CONTATTO che non insegnano se non negli sport da Combattimento e nelle MMA. Per non parlare di Distanze, Spostamenti, Timing e ovviamente la TECNICA.
Non ILLUDETE con corsi di due ore settimanali DONNE che vengono da VOI in buonafede. Dita negli occhi e calci nei genitali sono cose vecchie ed obsolete ci vuole ben altro…lo sanno bene anche gli INVASATI.
AUTOMATISMO, costanza, impegno, sudore e a volte un po’ di Sangue.
Ovviamente non diventeranno AMAZZONI ma sicuro voi la VERITA’ l’avete loro detta.
La condizione psicofisica nel combattimento da strada
La condizione psicofisica è un traguardo difficile da raggiungere in un contesto urbano.
La parte condizionale la si può allenare con impegno e costanza raggiungendo ottimi risultati.
Cosa diversa è condizionare la nostra mente sotto stress, soprattutto se improvviso. Ognuno di noi reagisce con stimoli diversi in base al carattere e in parte dall’esperienza fatta sul campo.
L’importanza della preparazione ed i compiti dell’allenamento
I principi Fondamentali per poter allenare al meglio un Agonista o una classe sono quattro:
- allenamento Funzionale
- allenamento tattico
- allenamento tecnico
- allenamento psicologico.
Vediamo più nel dettaglio:

Per avere qualche possibilità di difesa in un contesto urbano è necessario partire da una base di sport da combattimento con cui sviluppare TIMING, DISTANZE, ABITUDINE ALLO SCONTRO NON CODIFICATO oltre a tutta la parte di preparazione atletica. A questo si inseriscono tecniche non convenzionali adatte ad un contesto extra sportivo e mirate alla difesa.
La preparazione atletica
Parte condizionale:
Forza, resistenza e velocità insieme alla coordinazione sono fondamentali negli sport da combattimento e nelle MMA.
Ci sono svariati modi per allenarsi in modo corretto e funzionale. Importante è affidarsi a professionisti. (Vedi anche qui)
Tradotto in contesto urbano: più sei allenato/a fisicamente più probabilità hai nel correre (prevenzione). Un piccolo ma efficace esempio.

ALLENARSI per capire la pericolosità dell’oggetto in questione.
ALLENARSI per migliorare
ALLENARSI per passione
ALLENARSI per non dire e raccontare Stupidaggini
allenarsi, allenarsi, allenarsi.
Quali sono le principali tecniche da conoscere?
Parte tecnica:
Si apre un mondo di discussioni su cosa insegnare. Il mio consiglio è partire con lo STRIKING.
Ogni scuola, ogni insegnante ha la sua visione, quindi diventa un argomento molto personale e non voglio assolutamente essere arrogante.
Io ho espresso una mia opinione.
Parte tattica:
Come poter applicare le tecniche più efficaci considerando le varie distanze, la location, il numero di aggressori, la visualizzazione (frontale, laterale da tergo), con armi bianche ed oggetti contundenti.
Anche in questo caso si apre un mondo di ipotesi che nella parte più intrinseca sono difficili da calcolare e gestire sotto stress.
La preparazione psicologica
Decisamente l’allenamento più difficile. (Consiglio di leggere l’articolo dedicato)
Ognuno di NOI a un carattere ed una personalità diversa. Le emozioni le gestiamo in maniera diversa e secondo le circostanze.

La strada in contesti violenti come le aggressioni, le liti e le risse è fatta di azioni basiche ma cariche di RABBIA.
Se non si allena anche la paura ed il dolore al promo schiaffo si diventa di gesso ed il resto viene da sé
Combattimento sportivo Vs Combattimento da strada
GUARDIA, SPOSTAMENTI, DISTANZE, RITMO E TIMING sono aspetti fondamentali del combattimento sportivo. Naturalmente parlo del contatto pieno.
Questi elementi li troviamo in una possibile aggressione. Cosa cambia?
la location, la asituazionalita’ dovuta a possibili imprevisti, il numero degli aggressori, la non possibilità di resa, non c’è nessun arbitro solo possibili passanti casuali.
La similitudine sta nel Sostantivo “combattimento” … purtroppo la cruda realtà in un contesto urbano violento e che lo scontro fisico può essere più o meno veloce ed avere conseguenze imprevedibili.
Non ci sono segreti di Pulcinella, né soluzioni facili aprendo il vaso di Pandora, la violenza Urbana ha dei suoi meccanismi imprevedibili ed asituazionali che la rendono per alcuni aspetti “ingestibile”.
A volte può andare bene a volte male, prevenire la cosa migliore da fare ma non sempre possibile.

In strada serve soprattutto automatismo
Niente tecniche sofisticate ma basiche ed efficaci
Poi una buona dose di SANA cattiveria è indispensabile
Un punto spesso discusso e secondo me sotto valutato.
Cosa fare se l’aggressore è armato di coltello?
Non ho affrontato il problema coltelli, oggetti contundenti per il semplice motivo che insegnare quattro tecniche vuol dire creare i presupposti per l’istigazione al suicidio.
E’ possibile pero trovare un approfondimento qui
Il coltello in strada si differenzia da tutti i sistemi, soprattutto quello militare.
In strada esiste l’uomo IMPREVEDIBILE non un sistema schematizzato.

Quando usi il pugnale devi necessariamente sapere quali sono i rischi nel bene e nel male
Nota finale
Tutto quello che ho scritto e frutto di una vita passata in palestra ad allenare e una parte di vita vissuta in strada per lavoro ed in gioventù per delinquere.
Mi sono limitato ad esporre mie convinzioni e dare qualche consiglio, ma come ho sostenuto niente è come sembra in STRADA.
Per qualsiasi altra spiegazione sono a vostra disposizione.
MasterClod



La BASE, La VERITA’….
bisogna studiare le tecniche a mani nude perché in STRADA non avete il tempo di mettere bende e guanti. Dovete sapere cos’è un PUGNO in faccia per poter insegnare la difesa dallo stesso. Se non sapete che sapore ha il SANGUE alla prima occasione SVENITE. Se non vi siete mai irrigiditi dalla “paura” di finire lunghi distesi in mezzo al DELIRIO come pensate di SPIEGARLO
Non c’è nessuna MORALE in questo post ma la semplice VERITA’.
Non siate SUPERFICIALI con la vita degli altri.
Conclusioni
Beh che dire, credo di poter aggiungere poco a quanto dichiarato da Master Clod e spero che la lettura degli aforismi sia stata di aiuto a capire la realta’ della strada da chi la strada la vissuta.
Il combattimento da strada, o reale come piace chiamarlo a me, e’ imprevedibile ed insegnare la difesa personale e’ la cosa piu’ astratta che ce, non a caso si vedono tanti corsi fantasiosi.
Come riportato nella introduzione del blog la maggior parte dei corsi e video sul mercato hanno la stessa caratteristica:
- Mostrano molteplici tecniche non sempre valide in una situazione reale
- Fanno sembrare facile affrontare un aggressione. (assalto, attacco)
Nella maggior parte dei casi manca l’argomento principale perché la realtà è diversa e va conosciuta.
Oggi grazie ad internet e’ possibile informarsi e provare a capire se l’istruttore e’ un improvvisato o meno. Non affidatevi al caso e se avete la possibilita’ e/o la necessita cercate corsi personalizzati.
