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Stress da sopravvivenza - Effetti dell’aumento della frequenza cardiaca
Il mezzo più importante per sopravvivere a uno scontro mortale non è né l’arma né le abilità marziali. Lo strumento principale è la “mentalità da combattimento. (Col J. Cooper)
Per comprendere pienamente l’intensità dello stress mentale derivante dal combattimento, dobbiamo prendere in considerazione altri fattori di stress ambientale, e allo stesso tempo studiare le risposte fisiologiche del corpo legate al sistema nervoso simpatico. Inoltre sarebbe opportuno analizzare le ricadute causate dal sistema nervoso simpatico quando viene sovracaricato (Col. Grossman)
Introduzione
Nel precedente articolo abbiamo affrontato il tema legato agli effetti dell’aumento della frequenza cardiaca dovuto a cause ormonali o paura.
Abbiamo parlato del concetto degli stati mentali e gli atteggiamenti che portano un individuo ad affrontare un potenziale pericolo.
Abbiamo visto gli Effetti dell’aumento della frequenza cardiaca legati a situazioni di stress da sopravvivenza.
Il tutto codificato con il codice colore introdotto dal Col. Cooper.

Codice Colore Cooper
Semplificando le condizioni del codice colore abbiamo:
Bianco – CATTIVO E IMPREPARATO – Impreparato e non pronto a intraprendere un’azione letale. Se vieni attaccato in bianco, probabilmente morirai a meno che il tuo avversario non sia totalmente incompetente.
Giallo – AVVISO RILASSATO – Potrei dovermi difendere a un certo punto oggi. Uno stato di vigilanza rilassata.
Arancio – AVVISO SPECIFICO – qualcosa di sbagliato ha attirato la tua attenzione e ti stai concentrando principalmente su di esso, sei pronto a intraprendere azioni, ma non sei in una modalità letale.
Rosso– COMBATTERE – Sei in modalità letale e agirai immediatamente con un’aggressività deliberata se le circostanze lo giustificano.
Abbiamo concluso dicendo che, per non essere completamente impreparati ad eventuali comportamenti insoliti e potenziali minacce è utile essere rilassati ma allo stesso tempo essere consapevoli delle persone e suoni che ci circondano, il che corrisponde ad una condizione Gialla
Abbiamo infine accennato alle condizioni Grigia e Nera che si presentano al di sopra dei 145 BPM.
Condizioni psicologiche di alto stress nelle quale subentranono interessanti fattori spesso sconosciuti o nascosti per i quali ho ritenuto utile dedicare un articolo specifico.
Nota bene: Fissare precisi confini ai valori di frequenza cardiaca per le varie condizioni colore non è del tutto corretto, queste possono essere soggettivi in funzione di fattori quali la forma fisica o altro.
Gli incrementi di frequenza cardiaca qui considerati sono legati a situazioni di stress da sopravvivenza. Aumenti di frequenza simili dovuti a sforzo fisico non portano ad avere gli stessi effetti psicofisici. Le due cause possono pero sommarsi.
Occorre tenere in considerazione che ognuno di noi ha una sua propria condizione colore, quanto riportato non va applicato alla lettera ad ognuno di noi.
Paura, Che cosa è
La paura è una delle emozioni fondamentali degli esseri viventi. La paura è un’emozione primaria fondamentale per la sopravvivenza
Quando si prova paura si innescano dei cambiamenti sia fisici che psicologici. A livello del corpo è possibile sperimentare: bocca secca, aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, motilità intestinale, tensione muscolare, aumento della sudorazione. Si attiva la produzione dell’ormone della adrenalina che ci prepara alla reazione.

Le principali risposte immediate alla paura sono: fuga, attacco e immobilizzazione ma ogni individuo reagisce secondo uno specifico modo personale.
La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione di emergenza, disponendo, anche se in modo non specifico, all’approntamento delle difese che si traducono solitamente in atteggiamenti di lotta e fuga» (Wikipedia).
In questo paragrafo vi avevo parlato su come gestire la paura
Condizione Grigia
Acclimatamento allo stress
Sotto una situazione causata di stress la frequenza cardiaca aumenta. Al disopra della soglia dei 145 bpm si ha però un calo catastrofico delle prestazioni.
Questa condizione è definita condizione grigia perché oltre ad essere l’anticamera alla zona nera, è di fatto una zona grigia sulla quale in campo militare sono in corso ulteriori indagini.
È stato inoltre riscontrato che il calo delle prestazioni non è valido per tutti: chi è ben esercitato è in grado di restare in una condizione rossa anche al disopra dei 145 BPM mantenendo una buona efficienza.
Questo processo è connesso ad una sorta di acclimatamento allo stress o, detto in termini psicologici, ad una condizione di inoculazione di stress. Questo è analogo al concetto della immunizzazione dove e previsto l’inoculazione di dosi moderate degli agenti patogeni.
L’inoculazione di stress ha effetto a livello cognitivo. Il concetto è quello dell’aumentare la fiducia in sé stessi attraverso addestramenti reali che aumentano il senso di efficienza personale e di fiducia in sé, con una conseguente riduzione di stress in situazioni reali dove non abbiamo il tempo di pensare.
Un esempio lo si può fare con il Vigile del Fuoco o il paracadutista. Nessuno di noi comuni si metterebbe a gestire un incendio o si lancerebbe tranquillamente nel vuoto, ma entrambe le figure ne hanno fatto invece un lavoro semplicemente perché sono state immunizzate rispettivamente contro il fuoco o contro i lanci da un aereo
“Nessun uomo ha paura di fare ciò che sa di saper fare bene”
Duca di Wellington

Manager e acclimatamento allo stress
Per esperienza personale ritengo che il concetto di acclimatamento allo stress sia applicabile anche a situazioni diverse dal combattimento, quali la gestione dello stress sul lavoro.
Ho lavorato per alcuni anni in proprio quando ero in Italia, nel 2008 ho vissuto in pieno la crisi economica (ne avevo già affrontata una più leggera pochi anni prima) e ho dovuto gestire i problemi relativi alla scarsa liquidita, quali la gestione dei pagamenti dei dipendenti e dei fornitori. Ho affrontato la problematica mettendoci la faccia fino all’ultimo senza mai tirarmi indietro dalle varie discussioni che nascevano riuscendo, alla fine, a mantenere un buon rapporto con tutti. A dimostrazione di ciò, a distanza di anni, mantengo sempre lo stesso numero di telefono.
Non nascondo che in certi momenti sparire sarebbe stato più semplice e meno stressante ma sono orgoglioso di essermi fatto trovare, questa è stato anche uno dei segreti del mio successo.
Sii Consapevole
In questi giorni leggendo un nuovo libro sulla filosofia di Bruce Lee in un paragrafo intitolato “Sii Consapevole” leggo:
“essere nel “flusso” significa in parte essere presente, scegliere di vivere la propria vita consapevolmente. Essere presenti è più che occupare spazio fisico, ma anche il partecipare attivamente. Essere presenti è una componete chiave dell’essere come l’acqua…Noi possiamo scegliere se fermarci al primo ostacolo o proseguire…”

Nel 2010 sono entrato come impiegato all’ufficio acquisti di una grande multinazionale, ho dovuto gestire sul campo alcune situazioni critiche con fornitori in stato fallimentare ma strategici per il gruppo.
Per la gestione di tali situazioni sono stato trasfertista per varie settimane nelle sedi dei vari fornitori, dovevo interfacciarmi con il CEO del mio gruppo per le gestioni economiche e con le varie logistiche, in Italia e fuori Europa, per la gestione della produzione e della spedizione.
Ho dovuto gestire i dipendenti, ovviamente preoccupati per il loro futuro, ed i fornitori che volevano bloccare le consegne.
Forte della mia esperienza personale e stato per me una sfida “quasi divertente”, sono riuscito a concludere le mie missioni con successo e senza particolari disagi e fermi produzioni per il mio gruppo.
In seguito mi sono trasferito in Germania per ricoprire un nuovo ruolo, sono stato subito messo alla prova con fornitori a me nuovi e problematiche di approvvigionamento. Prove ben superate con tanto di lodi da parte del mio Management.
In questi anni mi è sempre stato chiesto come posso affrontare il superlavoro senza farmi prendere dal panico ed andare appunto in stress. Io credo che la risposta sia nella mia esperienza precedente dove ho dovuto affrontare situazioni di esaurimento e tensione, in confronto, quello che è venuto dopo, era per me una passeggiata.
Di recente mi è successo invece l’esatto contrario. Negli ultimi due anni, causa pandemia, c’è stato un calo del lavoro e ho lavorato molto in home office. Dopo l’estate ho vissuto un rapido ritorno alla normalità, devo ammettere che inizialmente ho rischiato di andare in affanno e di andare sotto stress…ma l’esperienza aiuta ;-)
Be water my friend
Siju Bruce Lee scriveva: Bisogna crescere attraverso sapienti frustrazioni, altrimenti non c’è incentivo a sviluppare i propri mezzi e le proprie tecniche di approccio al mondo. La figlia Shannon oggi nel suo libro “Be water my friend” interpreta le parole del padre scrivendo che non ce niente di più giusto in quanto se non ci si espone mai a nulla di difficile o complesso, la prima volta che qualcosa di difficile o complesso accade si finisce a gambe all’aria senza avere la minima idea di come reagire. Oppure si rimane fermi
In un articolo di psicologia sul Management e stress si legge:
La fiducia nelle proprie risorse ed esperienze e una preparazione costante di base ci permette di rispondere alla crisi con efficacia e ridurre lo stress.

Acclimatamento allo stress nel combattimento
In ambiente militare vengono effettuati diversi test sulle performance da stress inoltre gli addestramenti vengono fatti ad alto stress. Un dato interessante emerso e che soggetti adeguatamente addestrati riescono ad estendere la loro condizione rossa fino ai limiti della condizione grigia, ottenendo i migliori risultati di performance ad una frequenza cardiaca intorno ai 175 bpm. Una situazione analoga è stata riscontrata nei piloti automobilistici. Da tenere presente che comunque in questa condizione si perdono le abilita motorie fini.
Mi viene a mente quando ad uno dei nostri Camp estivi abbiamo invitato gli istruttori della Brigata paracadutisti Folgore. Ad inizio, per la parte atletica, mi hanno chiesto se dovevano andare leggeri o fare un allenamento nei loro standard, ho ovviamente optato per la seconda.
Per circa mezz’ora sembrava di essere nel film Full Metal Jacket (esagero), quattro istruttori che impartivano ordini urlando ai ragazzi (di sesso misto) che si impegnavano nei vari esercizi propinati.
Avevano portato ad alta condizione di stress un normale allenamento semplicemente usando un atteggiamento aggressivo ed un’alta intensità subentrando alla preparazione atletica anche un aspetto psicologico ed intimidatorio. Devo dire che in quell’occasione i ragazzi ci fecero fare un’ottima figura superando brillantemente la prova.
I ragazzi erano in un certo senso abituati a certe situazioni di stress e non si fecero prendere dal panico Questo è quello che intendo con allenamento reale.

KISS
Rimanendo sul focus del blog e quindi sul concetto di difesa personale è importante apprendere efficacemente certe abilita ed automatizzarle sotto forma di autopilota.
Sempre attuale l’esempio del guidare: inizialmente dobbiamo pensare ad ogni movimento che dobbiamo fare; successivamente, con la pratica, di fronte ad un ostacolo, eseguiamo in automatico una serie di movimenti senza pensare, quali il frenare, cambiare marcia e sterzare.
Nel apprendere le necessarie abilita è quindi necessario ridurre al minimo le opzioni. Concetto già espresso da Sun Tzu.
La Marina degli Stati Uniti in progettazione adotta il principio KISS (keep it simple stupid). Secondo questo principio la semplicità dovrebbe essere un obiettivo chiave nella progettazione e la complessità non necessaria dovrebbe essere evitata.
Hey ma tutto questo non vi ricorda le basi dei principi del combattimento reale analizzati da Bruce Lee (ti consiglio il mio articolo sul Jeet Kune Do).
Utile ricordare che oltre all’inoculazione di stress un altro metodo per controllare le risposte fisiologiche e la respirazione tattica, ritenuta una vera rivoluzione nell’addestramento dei guerrieri. Ma su questa dedicherò eventualmente un articolo successivo
Non c’è vergogna nel fallimento, la sola vergogna per un guerriero e non provarci.
Col. Grossman

Condizione Nera
Qui si entra in una condizione psicologica di alto stress nella quale si presentano vari sintomi, oltre al deterioramento delle abilita motorie complesse e ad un calo catastrofico delle prestazioni. Un calo di prestazioni e distorsioni percettive che pare sia collegato ad una forma di meccanismo di sopravvivenza.
A livello medico quello che sappiamo e che oltre ad un certo livello di frequenza cardiaca il cuore pompa talmente rapidamente che il cuore non riesce a riempirsi di sangue in maniera adeguata, come conseguenza si ha una minore efficacia dell’azione cardiaca e la circolazione ne risente, il livello di ossigeno fornito al cervello cala drasticamente.
Tengo a ricordare che stiamo parlando di aumenti di frequenza cardiaca causati dallo stress da paura e non da esercizio fisico. Nel nostro caso il SNS reagisce allo stress diffondendo ormoni nel corpo. Andiamo a chiedere al corpo prestazioni fisiche estreme mentre è in corso una vasocostrizione; due processi in conflitto tra loro che fanno schizzare il battito cardiaco ad altissimi ritmi.
Risposta allo stress
Di fronte alla comparsa dello stress, il primo sistema ad attivarsi è il sistema nervoso autonomo (SNA), viene stimolato l’aumento di noradrenalina negli organi innervati e aumenterà anche la secrezione di adrenalina che rinforzano gli effetti prodotti in precedenza dalla noradrenalina.
Aumentando la Noradrenalina e la Adrenalina si hanno come conseguenze:
- Aumento dell’intensità e del numero di contrazioni cardiache.
- Vasodilatazione muscolare e cardiaca e delle arterie coronarie.
- Incremento della frequenza respiratoria e dilatazione delle vie respiratorie (che favorisce la ventilazione polmonare).
- Vasocostrizione periferica.
- Maggiore produzione di sudore (per dissipazione del calore).
- Riduzione dei processi fisiologici non vitali a breve termine (infiammazione, digestione, riproduzione e crescita).
- Stimolazione della glicogenesi epatica (produzione di glucosio).
- Inibizione della secrezione di insulina e stimolazione del glucagone nel pancreas (alti livelli di glucosio).
Il corpo cerca di mantenere un equilibrio per contrastare gli effetti indesiderati dello stress attivando numerosi processi questo è conosciuto come risposta allo stress
Vediamo quindi quali trasformazioni si creano nel nostro corpo e nella nostra mente attivandosi la condizione nera.

Irrazionalità’
Da un punto di vista fisiologico, l’anatomia del cervello presenta tre parti distinte, ovvero il prosencefalo (o cervello anteriore), il mesencefalo (o cervello medio) e il romboencefalo (o cervello posteriore).
Sotto l’effetto di un grosso spavento il prosencefalo si disattiva lasciando il controllo al mesencefalo: si perde di razionalità
Per i piu curiosi consiglio la lettura Anatomia del cervello
Vasocostrizione
Quando l’organismo intercetta una situazione stressante, il corpo attiva una serie di cambiamenti fisiologici e metabolici per adattarsi, tra questi abbiamo la diminuzione del diametro del vaso sanguigno attraverso cui scorre il sangue provocando anche un aumento della pressione.
Un esempio di vasocostrizione e di perdita del controllo motorio fine si ha quando le nostre mani gelano al freddo: le dita diventano bianche e non obbediscono ai comandi. Nella condizione Rossa si ha una prima perdita del controllo motorio fine, in condizione grigia si cominciano a perdere il controllo motorio complesso, ma in condizione nera gli effetti della vasocostrizione sono catastrofici. Ciò vuol dire che, mentre a livelli minimi di vasocostrizione soltanto i più piccoli capillari vengano colpiti, in condizione di vasocostrizione più intensa vengano colpiti anche i gruppi muscolari responsabili della motricità complessa.
Fa strano pensare che il nostro corpo attivi una sorta di meccanismo di sopravvivenza, la parte esterna del nostro corpo non venendo più irradiata di sangue si comporta come un’armatura limitando le perdite di sangue durante un combattimento. Come effetto negativo si ha pero un calo del controllo motorio.
L’effetto opposto alla vasocostrizione e la vasodilatazione con la conseguenza che la pelle diventa rossa e le ferite creatasi in combattimento vanno in emorragia.
Essere accecati dalla paura
Può sembrare un modo di dire ma in effetti in condizione di stress si ha una perdita della visione periferica. Maggiore è lo stress, più stretto diventa il Tunnel visivo. Si perde la percezione di profondità e della visione ravvicinata.
In queste condizioni anche l’attività più semplici, quali fare un numero di telefono di emergenza, diventano difficili se non opportunamente automatizzate.
Per tale motivo operatori di polizia e militari addestrano e automatizzano gesti semplici quali caricare un’arma.
Riduzione dell’udito
Il nostro cervello è allenato a selezionare gli stimoli scartandone una parte. SI ritiene che sotto stress questo filtraggio sia più accentuato mantenendo solo gli stimoli sonori necessari alla sopravvivenza. Addirittura in situazioni di scarsa visibilità si ha uno spegnimento della vista ed una accensione dell’udito.
Ai militari può succedere di non sentire la propria arma sparare o di non accusare il fastidioso fischio agli orecchi dopo gli spari.
Non sentire il dolore
Una sensazione che sicuramente la maggior parte di noi ha provato quando in seguito ad un’attività in cui siamo intensamente presi troviamo delle abrasioni o contusioni sul nostro corpo. Si parla di esclusione sensoriale
Restare senza parole
In condizione Rossa e frequente avere un drastico decadimento della capacita di parlare. In Condizione nera capita invece di restare completamente ammutoliti.
A me da ragazzo è capitato ad esempio che a seguito di un incidente stradale ero sorpreso di avere difficoltà a parlare e pronunciare le parole farfugliando frasi, era come se avessi la lingua impastata.

Conclusioni
Abbiamo capito l’importanza di un addestramento reale per creare un acclimatamento allo stress in quanto solo ciò che si è realmente assimilato in allenamento emerge nella situazione di stress.
Qualsiasi cosa venga interiorizzata in addestramento salta fuori al momento della verità. Per questo sono ad esempio molto critico sui corsi di Difesa Personale a “basso” contatto: se ti alleni senza contatto non cercherai il contatto quando ti serve. Cosi come se ti abitui a non esercitare una tecnica nella sua completezza, magari perché dai per scontato di conoscerla, rischi di fermarti quando realmente ti servirà.
Non dimentichiamoci pero che esiste una normativa a cui occorre attenersi
In questo articolo abbiamo dato una spiegazione ad alcuni modi di dire sulla paura e lo stress:
- essere sconvolti dalla paura (il proencefalo si spenge)
- non vederci dalla paura (perdita della visione, perde la percezione di profondità e della visione ravvicinata)
- cagarsi addosso dalla paura (perdita del controllo su sfinteri e visceri)
- ammutolire dalla paura
Mi auguro che abbiate trovato interessanti le nozioni esposte negli ultimi due articoli. Personalmente quando anni fa venni a conoscenza per la prima volta delle reazioni del nostro corpo sotto stress rimasi al quanto sorpreso di come la natura ci abbia dotato di una macchina così complessa ma idonea al combattimento. D’altra parte occorre pensare che i nostri antenati non facevano una vita comoda come attualmente è per la maggior parte di noi. L’uomo in origine doveva combattere ogni giorno per sopravvivere e viveva in un continuo stato di veglia. Ora ci siamo civilizzati e i nostri livelli di guardia si sono abbassati ma è importante non abbassare troppo la guardia ed essere consapevoli delle persone e suoni che ci circondano e conoscere come il nostro corpo potrebbe reagire a situazioni di paura e stress.
Come detto in questo articolo conoscere aiuta ad affrontare le situazioni critiche in maniera più efficiente ed efficace.
Fatemi sapere la vostra opinione
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