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Peter Chin – L’ultimo discepolo

Peter Chin – L’ultimo discepolo

Mi ci è voluto del tempo per redigere e pubblicare questo articolo, un articolo a cui tengo in particolar modo e per il quale mi sento onorato e fortunato. 

Peter Chin, uno dei più stretti amici di Bruce Lee, fino a qualche anno fa nascosto nell’ombra, finalmente ha pubblicato un importante libro testimonianza su Bruce Lee ed il jkd Jeet Kune Do.

Un piccolo grande libro come mai prima d’ora.

Chin e’ rimasto nell’ombra non casualmente. Era rimasto talmente colpito dalla prematura scomparsa di Bruce Lee che ha sofferto di una forte depressione che lo ha allontanato dai riflettori puntati sull’eredità di Lee. Una storia che ricorda quella di un’altra persona che ha avuto enorme rispetto nei confronti di Bruce Lee e dei suoi insegnamenti, Sigung Taky Kimura, che non ha voluto fare della suo conoscenza con Lee un business.

Nel libro, scritto col supporto di Tommy Gong, Peter ci parla con trasparenza del suo rapporto con Bruce Lee narrando momenti intimi dai quali emergono importanti caratteristiche di Sijo e della filosofia dietro al JKD Jeet Kune Do. In maniera chiara e diretta mette un punto netto su tutto il caos nato dopo che Bruce Lee ci ha lasciato, giudicando fermamente l’attuale promozione degli insegnamenti di Lee. Ho letto quasi tutti i libri su Bruce Lee ed il JKD ma mai nessuno era stato cosi chiaro mostrando grande rispetto e amore per il Maestro e amico ed un completo disinteresse all’aspetto commerciale nell’essere stato suo allievo.

Linda Lee nella prefazione al libro ci dice che questo si contraddistingue per la relazione speciale tra due amici, leggendolo si avrà una prospettiva di Bruce Lee unica e personale. Bruce considerava Peter più un amico che uno studente.

Sono così entusiasta per Peter.
Qualche giorno fa mi ha informato che la versione spagnola è quasi pronta per essere caricata su Amazon Spagna.
Ma soprattutto, la versione cinese ha iniziato a essere venduta e Peter andrà in Cina per firmare il libro.

Peter Chin

Si conosce molto poco su Peter Chin se non che sia uno dei pochi che abbia ricevuto un certificate direttamente da Bruce Lee e che fosse uno dei necrofori della salma di Sijo Lee; insieme a lui Taky Kimura, Steve McQueen, James Coburn, Dan Inosanto e Robert il fratello di Bruce.

Di fatto Peter e Sijo Lee hanno una vita piena di similitudini. Entrambi provengono da Hong Kong, dove hanno frequentato la stessa scuola, ad entrambi piace la danza (cha cha cha). Entrambi hanno praticato il Wing Chun gung fu prima di immigrare in America. Questo loro cultura simile ed il poter parlare tra loro nel dialetto Cantonese, gli ha permesso di avere un rapporto più intimo.

Pur essendosi incontrati in precedenza la loro amicizia è iniziata in California dove Peter Chin frequentava, in qualità di “amico”, le lezioni privare in casa di Bruce con Ted Wong e Herb Jackson.

Peter Chin è stato l’unica persona ad essere presente ad entrambi i funerali di Bruce Lee in Hong Kong e Seattle.

Elementi significativi acquisiti dalla famiglia Lee

Peter Chin ha ricevuto il 14 Agosto 1968, direttamente dalle mani di dai Siju Bruce Lee, il certificate di primo Rank. Peter Chin ha praticato con Bruce Lee circa 110 ore e ritiene di aver ricevuto la certificazione principalmente per aver compreso la sua filosofia delle arti marziali grazie alle lunghe chiacchierate in Cantonese ed al loro passato comune.

Nel Novembre 1975 Peter ha ricevuto da Linda Lee una copia del libro Tao Of Jeet Kune Do con una profonda dedica allegata dalla quale emerge il forte legame tra i due. La dedica di Linda è molto semplice e breve, ma contiene molti significati profondi. Come Peter sta facendo con me ora, all’epoca Linda scriveva a Peter Chin di leggere il libro al fine di capirlo e aiutarlo nella sua crescita.

Caro Peter,
 
So che Bruce vorrebbe in particolar modo che tu avessi una copia personale di questo libro. Non molte persone hanno avuto lo speciale privilegio di conoscere Bruce così bene come te e me. Abbiamo attraversato molti momenti belli e molti momenti tristi, ma ci hanno resi più forti e determinati.
 
Leggi e dai valore alle parole di Bruce finché non sarai in grado di comprendere e usare la sua filosofia per aiutarti a crescere e seguire qualsiasi percorso tu scelga.
 
Prenditi cura di te, amico mio.
 
Pace e amore
 
Linda
 
(novembre 1975)

Intro

Ho personalmente avuto l’onore di incontrare Peter Chin in un fine settimana a Venezia in occasione del Martial Hero Award grazie a due suoi studenti, miei amici, che mi hanno presentato all’evento: Sifu Michael Inzana e Sifu Andrea Torres.

Sifu Chin con Sifu Inzana, Sifu Torres, Sifu Bellani, Sifu Rizzo, Sifu Scalia ed io

Saputo dell’uscita del suo libro ne ho immediatamente comprato una copia, ed in seguito anche una seconda copia Kindle. Non ho potuto fare a meno di provare a contattarlo per chiedergli di rispondere ad alcune domande per il mio blog.

In una delle nostre prime comunicazioni gli avevo scritto: “So che alcune domande hanno già una risposta nel tuo libro ma, come puoi immaginare, lo scopo dell’intervista è quello di cercare di avere delle risposte personalizzate e di ottenere (forse) informazioni aggiuntive per approfondire l’argomento. Il mio blog si basa sui principi del Jeet Kune Do e sulla filosofia di Bruce Lee e come lei stesso dice c’è una grande confusione in merito, per questo motivo la sua testimonianza è molto importante per me, nel mio piccolo, con il mio blog, cerco di fare un po’ di chiarezza.”

L’approccio

Peter Chin è stato fin da subito molto gentile e disponibile ma nonostante la mia premessa devo ammettere che non è stato possibile ottenere le risposte come le avrei volute in quanto, come giustamente mi ha fatto presente più volte, le risposte alle mie domande sono tutte presenti nel suo libro e le avrei trovate solo con un attenta lettura. Riassumendo le sue parole: “tutte le risposte alle tue domande sono nel libro, per questo ti chiedo di leggere il libro finché non lo capisci. Non sono sicuro se stai avendo difficoltà a capirlo a causa della lingua oppure ti rifiuti di capirlo, cosa che ho scoperto essere normale tra i diversi gruppi di JKD.”

Si è vero l’inglese non è la mia lingua madre e qualche volta devo rileggere più volte e/o tradurre per riuscire a capire il concetto ma aggiungo anche che questa sua risposta rispecchia l’essenza di quanto ho amato di più del suo libro (il cap. 16 di cui parleremo in seguito): Oppure ti rifiuti di capirlo, cosa che ho scoperto essere normale tra i diversi gruppi di JKD. 

Si esatto è proprio qui l’essenza di tutto, argomento per il quale io stesso mi sono spesso trovato in discussione e sul quale ho già scritto articoli. 

Che cosa è il JKD Jeet Kune Do?

Per la cronaca la mia risposta è stata: “Sono una persona umile … Le tue parole sono per me una lezione di vita.”

 

I libri principali

Ho un’importante biblioteca su Bruce Lee e sul JKD ma mi sento di dire che i libri principali sono tre: quello di Tommy Gong, quello di Sifu Marcelo e soprattutto il quest’ultimo di Peter Chin.

Marco Vincelli e Tommy Gong
Io e Tommy Gong
Io e Sifu Marcelo

Peter mi ha anche chiaramente detto che sarebbe sempre meglio gestire questo tipo di situazioni “domande” faccia a faccia. È molto più facile da gestire che scrivere. Ovviamente la distanza non ha aiutato ma ho molto apprezzato la sua disponibilità e spero un giorno di avere l’onore di incontrarlo nuovamente.

L’articolo intervista

Come risultato della comunicazione avuta con Peter Chin, e dalla mia lettura del suo libro, riporto qui le risposte alle domande che gli ho posto riguardo a Bruce Lee e a l’arte del JKD Jeet Kune Do. Nel testo cercherò di mantenere intatte le parole usate da Sifu Chin (in marrone) perché per me denotano la sua personalità, sicurezza ed il forte rispetto e legame verso Bruce Lee.

Vorrei sottolineare che l’articolo è stato rivisto a quattro occhi con Peter e una delle principali modifiche che mi ha chiesto è stata quella di non rivolgersi a lui come Sifu. Mi ha detto: Io non insegno… Ho solo spiegato … Mi sento più a mio agio se ti rivolgi a me come Peter.

Bruce Lee era unico

In una delle mie emails ho scritto: Direi che Bruce Lee era superiore alla media (media è una parola offensiva per Bruce). È stato in grado di lasciare un segno non solo nelle arti marziali ma anche nel fitness e nei film.

Giustamente Peter ha volute enfatizzare che parlare di media parlando di Bruce Lee fosse offensivo. Non gli posso assolutamente dare torto. Ad oggi, per mia cultura, non conosco un uomo che sia stato in grado di fare quanto Bruce Lee ha fatto in pochi anni:

  • Ha stravolto secoli di tradizioni nelle arti marziali uscendo fuori dagli schemi e dando liberta al combattimento.
  • Ha rotto confini culturali facendo conoscere al mondo intero le arti marziali cinesi e le filosofie asiatiche.
  • Ha creato un nuovo modo di fare film sulle arti marziali portando il realismo del combattimento sul grande schermo.
  • È stato all’avanguardia nel fitness e nel body building provando su sé stesso metodi di allenamento fino ad allora sconosciuti che sono stati di ispirazione per grandi campioni quali anche Arnold Schwarzenegger.

Le domande

Venendo alle mie domande ed alla mia chat con Peter Chin:

Mi scuso fin d’ora se alcune domande possono sembrare provocatorie e ripetitive.

Marco, in pratica tutte le risposte alle tue domande sono nel libro, per questo non mi sento di rispondere alle tue domande, se non per chiederti di leggere il libro ancora e ancora finché non lo capisci. L’unica ragione per cui ti sto scrivendo è che non sono sicuro che sia perché l’inglese è la tua seconda lingua che hai difficoltà a capirlo, oppure ti rifiuti di capirlo, cosa che ho scoperto essere normale tra i diversi gruppi di JKD, a seconda del tuo legame e della tua generazione.

Bruce Lee l’immortale

Il nome di Bruce Lee è ancora vivo a più di 50 anni dalla sua morte. Lei era un suo amico intimo, cosa pensa che lo renda così speciale e immortale?

questa è probabilmente l’unica domanda legittima. 

Bruce Lee rimane una figura iconica per diversi motivi: 1) la maestria nelle arti marziali, 2) l’impatto culturale, 3) il suo carisma magnetico sullo schermo, la sua presenza che il pubblico poteva percepire come autentica sullo schermo e fuori dallo schermo, 4) la filosofia, 5) l’impegno per l’eccellenza, 6) il fascino senza tempo.

 

Nel libro pero Peter fa anche una triste denuncia: Il JKD continua ad essere popolare perché le persone stanno sfruttando la celebrità di Bruce.

Charles Bronson con il Maestro Tak Kubota

C’è un sacco di gente che fa tutte quelle mosse e ha le capacità, ma non sembra visivamente credibile o impressionante come ha fatto Bruce Lee.

Arnold Schwarzenegger

Non ho frequentato molto Bruce Lee…di rado…insieme a James Coburn e Steve McQueen che prendevano lezione da lui…ma ho praticato il Karate con il Maestro Tak Kubota che una volta mi disse a proposito di Lee…”molti lo osteggiano perche Lee in qualche modo ha offeso le tradizioni marziali…ma di sicure questo Lee e un grande e preparato artista marziale…ed e’ anche un lottatore terribile, e’ veloce, potente, agile e scaltro…e’ inteligente ed in piu e’ un talento naturale cha ha coltivato il suo dono allenandosi con scrupolo ed in modo scentifico…Questo Bruce Lee e’ avanti, molto avanti…”

Cit. Charles Bronson interview 1979

L’arroganza

Bruce Lee viene spesso descritto come una persona arrogante e molto sicura di sé. Vorrei chiedere come era Bruce Lee nella realtà

Leggi pagina 116 finché non lo capisci

Bruce Lee

Nel libro lo stesso Peter scrive che la prima impressione avuta durante il suo primo incontro con Bruce Lee fosse di una persona un po’ presuntuosa o arrogante, ma che sapeva di cosa stava parlando e poteva sostenere ciò che diceva.

In seguito nel libro si legge che Bruce evitava luoghi affollati perché non socializzava volentieri. Allo stesso tempo era però una persona carismatica e sincera e gli piaceva scherzare. Si legge anche che era una persona di principi che faceva le cose principalmente per piacere e non per i soldi.

Occorre capire che Bruce Lee ha avuto un l’immenso successo in un breve lasso di tempo e questo ha reso difficile per Bruce Lee la gestione dei rapporti sociali. Le persone cercavano la sua amicizia per interesse. Viene da sé che quell’atteggiamento arrogante che qualcuno descriveva era per proteggere la sua privacy…inoltre era in una posizione dove poteva sicuramente ostentare un atteggiamento di superiorità. Personalmente non credo che Bruce Lee fosse una persona insolente e prepotente.

E indicative una sua frase:

se ti dico che sono bravo probabilmente penserai che mi stia vantando, se ti dico che non lo sono penserai che mento.

Bruce Lee

Jeet Kune Do, perche?

Peter pensi che Bruce Lee abbia sviluppato il JKD perché il Wing Chung è inutile in un vero combattimento?

Ricorda la parola chiave come indicato nel libro – EVOLUZIONE – Bruce lo scoprì durante il combattimento con Wong Jack Man. Il Wing Chun è efficace solo nei combattimenti ravvicinati.

In qualsiasi “stile di arti marziali” bisogna aggiungere l’allenamento ATLETICO, altrimenti sarà difficile difendersi con il “buon senso”.

Devo ricordarti di rileggere attentamente il mio libro.

Bruce Lee and Ip Man

Per Bruce Lee l’incontro con Wong Jack Man In Oakland fu un campanello di allarme e l’inizio dell’evoluzione. Nonostante la vittoria ottenuta, si può leggere su altri libri (Linda Lee-Bruce Lee Dragon e Tommy Gong-The evolution of a Martial Artist), Bruce entro in una sorta di “depressione” in quanto era deluso dal combattimento. (Nel libro di Tommy Gong vi è un capitolo dedicato a quell’evento con tanto di testimonianza di Linda).

In quell’occasione si rese conto che nel Wing Chun mancasse qualcosa, era ottimo nella corta distanza ma per il resto era limitato servivano tecniche che funzionassero contro ogni tipo di avversario, non solo contro un praticante di wing chun. Inoltre c’era l’aspetto atletico, l’incontro era durato tre minuti ma Bruce era rimasto a corto di fiato, ha iniziato quindi ad inserire l’allenamento aerobico nel suo work out.

JKD Jeet Kune Do arte marziale o filosofia

Che cos’è il JKD? È uno stile di arti marziali o una filosofia di lotta e di vita?

Leggere pagina 68 e rivedere l’intervista di Pierre Berton alla BBC. Ci sono molte risposte, come ho detto all’inizio.

Bruce non voleva solo promuovere le arti marziali ma voleva soprattutto promuovere uno stile di vita per cercare di unire le persone. Non dobbiamo dimenticare la filosofia Ying-Yang, che Bruce non ha mai abbandonato (si veda il Simbolo del JKD), ed il fatto che Bruce Lee ha sofferto molto la discriminazione sia in Hong Kong che in America.

Il gung fu è uno stile di vita, una filosofia che ha come primo scopo la salute e in seguito la difesa.

L’obbiettivo del Jeet Kune Do e’ semplificare le cose e non complicarle.

Nel libro si trovano alcuni interessanti insegnamenti filosofici che Peter Chin ha imparato da Bruce Lee. L’ultimo di questi, ma non per importanza, è il più conosciuto motto di Bruce Lee: Walk On

JKD Jeet Kune Do, i principi

Quali sono i principi fondamentali del Jeet Kune Do?

Ecco di nuovo, è nel libro

Jeet Kune Do è solo un nome. 

Questo deve essere chiaro ai lettori, Bruce Lee lo scrive chiaramente anche nel Tao del JKD.

Per capire il JKD Jeet Kune Do bisogna avere la mente aperta, “Using no way as a way, having no limitation as limitation”.

Peter Chin nel libro consiglia di osservare i video dello sparring nella dimostrazione a Long Beach dove si può notare, tra le varie cose, l’importanza di gestire la distanza ed il “gap”.

Un altro aspetto importante e non pensare nel combattimento ma sentire “empty your mind be formless. Shapelless like water”. Non ci si muove per primi ma reagiamo al movimento dell’avversario.

JKD Jeet Kune Do, l’evoluzione

Bruce Lee ha compiuto in pochi anni un’importante evoluzione dal JKD di Seattle all’ultimo di Los Angeles. Direi che, in particolare, e’ scomparso il trapping ed è migliorata la mobilità. Sei d’accordo? Puoi spiegare il perché?

Non ho mai sentito la parola “trapping” da Bruce, anche in questo caso la risposta è nel libro.

Nel libro si può leggere che a parte la pratica del Chi Sao, come riscaldamento, Peter Chin non ha mai allenato il trapping a differenza di come fu insegato ai tempi di Seattle e Oakland.

Il JKD Jeet Kune Do è stato evoluto negli anni e Peter ha iniziato a praticare con Bruce Lee nella “terza” era, quella di Los Angeles.

Il libro di Tommy Gong – The evolution of a Martial artist spiega molto bene il viaggio di Bruce Lee e suddivide il percorso in quattro fasi principali:

  • Hong Kong
  • Seattle: assorbire cosa e’ utile e creare le fondamenta
  • Oakland: rifiuta cosa e’ inutile (la nascita del Jeet Kune Do)
  • Los Angeles: aggiungere ciò che è specificamente vostro
Bruce Lee e Ted Wong: articolo per Black Belt Magazine

JKD Jeet Kune Do, le tecniche principali

Quali sono secondo lei le tecniche principali del Jeet Kune Do?

non ci sono tecniche, basta iniziare con il jogging tutti i giorni, è di nuovo nel libro.

Peter nel libro ci dice che Bruce Lee correva ogni giorno, anche in caso di pioggia. Un’ossessione nata dopo l’incontro con Wong Jack Man in Oakland. Si può leggere questo in vari libri sul Piccolo Drago.

Il Jogging è utile per il miglioramento del core da dove ha origine la potenza e la velocita dei colpi.

Il concetto è che una buona preparazione atletica è importante. Per Bruce Lee il lavoro di gambe era fondamentale per la mobilita, agilità, controllo della distanza e per generare potenza nei colpi.

I calci sono importanti perché’ le gambe sono più lunghe e grosse delle braccia e quindi posso creare più danno. La più potente arma di Bruce era il Side Kick

Non temo l’uomo che ha allenato diecimila calci, temo l’uomo che ne ha allenato uno solo per diecimila volte

Ogni persona è differente fisicamente ed ognuno ha esperienze diverse, come conseguenza ognuno deve utilizzare le tecniche a lui più idonee. Il Jeet Kune Do è diverso per ogni persona, Bruce ha definite dei concetti base che ognuno deve saper adattare alla propria persona. Questo vale anche nella vita quotidiana.

Il JKD Jeet Kune Do oggi

Mi piace il cap. 16 dal quale sono stato molto colpito.

Hai scritto che Bruce era molto chiaro al riguardo. Come hanno potuto i suoi discepoli trasformare il JKD in un tale pasticcio? Bruce era il JKD. Le uniche persone che possono rivendicare qualcosa sono quelle che hanno ricevuto un certificato da Bruce. Questo non mi rende un JKD originale, ma uno degli studenti originali di Bruce Lee. Credo che attualmente il JKD sia andato indietro invece di evolversi in avanti.

Puoi spiegare cosa intendi per “indietro”?

Ancora praticanti di Seattle, Oakland e del periodo del JKD e assolutamente nessuno che parli dell’importanza dell’ALLENAMENTO FISICO SCIENTIFICO ATLETICO, SENZA QUESTO LA TECNICA NON SARA’ EFFICACE.

Original o Concept

Che senso ha parlare di Originale e di Concetto?

Rileggi l’introduzione di Ang Lee, che ha riassunto tutto il mio libro e le tue domande.

Ang Lee è un regista, produttore e sceneggiatore vincitore di un premio Oscar.

Nella sue parole introduttive al libro lui riassume molto bene i contenuti e si sofferma sul concetto di Original e Concept. Bruce Lee e’ il Jeet Kune Do original. 

Il Jeet Kune Do e’ una filosofia viva ed in continua evoluzione, ognuno deve sapersi costruire il proprio Jeet Kune Do. 

Il JKD Jeet Kune Do non e’ una filosofia di combattimento ma e’ anche una filosofia di vita.

Bruce Lee possedeva una combinazione Vincente di teoria e pratica. Le sue caratteristiche principali erano:

  • Memoria fotografica
  • Conoscenza dell’anatomia
  • Saper prendersi cura del suo corpo

Era un maestro

JKD Jeet Kune Do arte di difesa o attacco?

Leggendo i Cap. 9 e 10 direi che il JKD è un metodo di difesa perché, a mio avviso, dovremmo reagire a un attacco… e intercettare per primi. Il JKD è più per la difesa o per l’attacco?

ancora una volta è nel libro.

Non c’è difesa nel JKD, se si ha difesa ci saranno due mosse, “difesa poi attacco”.

“L’attacco è la difesa ‘UNA MOSSA’”.

Nel libro Peter Chin parla di quando nella sua prima lezione ha chiesto a Bruce Lee cosa fosse il JKD, la sua risposta fu pratica. Fece capire che la difesa è l’offesa. 

Il JKD non ha difesa, semplicemente in unico movimento di offesa si crea la difesa. I due movimenti di difesa e attacco si fondono in un unico movimento.

Di seguito una clip che realizzai qualche anno fa per mostrare la differenza tra gli stili tradizionali ed il JKD.

Bruce Lee e le competizioni

Nel capitolo 11 scrivi che Bruce non gareggiava perché aveva un istinto omicida. Questo può essere applicato a molti combattenti e se seguiamo questo modo di pensare, nessuno si allenerebbe più in modo reale. Bruce ha introdotto la protezione per rendere l’allenamento realistico, quindi perché evitare la lotta e la competizione?

Perché le competizioni hanno regole e regolamenti

Bruce Lee ha combattuto parecchi incontri con poche regole nelle strade e sui tetti di Hong Kong. Ha vinto anche competizioni di Boxe ai tempi del college.

Nel famoso incontro tenutosi nel 1964 a Oakland con Wong Jack Man, Bruce Lee ha preteso che non ci fossero regole

Allenare il JKD Jeet Kune Do

Quali sono secondo te le cose principali da allenare: tecnica, allenamento fisico, allenamento psicologico. Leggendo il tuo libro hai scritto: prestare maggiore attenzione alla preparazione fisico-atletica

dedicare più tempo alla parte fisica 80% contro il 20% di tecnica.

Il successo di Bruce Lee è principalmente dovuto alla sua perseveranza ed al duro lavoro. Bruce Lee era il massimo del fitness. Bruce riteneva che nelle arti marziali si desse troppo spazio alla tecnica e poco alla preparazione atletica.

Una lettura che consiglio e’ “Bruce Lee – La perfezione del corpo” dove vengano esposti i suoi metodi di allenamento e si viene introdotti alla sua disciplina mentale che lo ha guidato al suo continuo perfezionamento Qui si trova un’introduzione di Linda Lee che fa nuovamente riferimento all’episodio do Oakland con Wong Jack Man. 

Linda ci dice che il JKD include l’allenamento del corpo come mezzo per arrivare alla massima espressione delle proprie potenzialità.

Capire il JKD Jeet Kune Do

Per comprendere appieno il JKD Jeet Kune Do dobbiamo partire da cosa è il Gung fu cinese. Il primo scopo è la salute e il secondo è l’autodifesa. Puoi dare una spiegazione più approfondita di questo concetto?

È esattamente quello che significa: bisogna avere una salute “fisica” prima di potersi difendere.

Peter spiega nel libro che l’arte marziale cinese nasce dalla cultura cinese. Nella filosofia marziale molta della cultura e morale cinese è assorbita. La filosofia delle arti marziali è vista come un mezzo per migliorare sé stessi, sia fisicamente che spiritualmente. I principi marziali includono l’equilibrio e l’armonia, la morbidezza che supera la durezza, l’adattabilità, la perseveranza, il duro lavoro, l’etica e la moralità.

Lealtà e onore sono qualità fondamentali. Essi stabiliscono un elevato standard morale e instillano la virtù nell’Artista Marziale.

Come migliorare sé stessi:

C’è sempre qualcosa di buono e qualcosa di cattivo nelle persone- Dipende da te cosa prendere il buono e dimenticare la parte cattiva, questo è come migliorare se stessi.

Bruce Lee

Conclusioni

Che dire…io sono entusiasta ed eccitato da questo articolo, dallo scambio sincero e diretto che ho avuto con Peter e dal suo entusiasmo nel parlare di Bruce Lee.

 

Ho avuto modo di risentire in seguito Peter e ogni volta mi ha fatto sorridere perché nel rileggere l’articolo si è scusato più volte per le sue risposte secche e per avermi rimandato al libro o per aver risposto “again” troppo spesso. Sinceramente ho voluto lasciare le sue risposte senza modificarle perché le ho personalmente trovate stimolanti ed inoltre, come scritto all’inizio, denotano a sua personalità, sicurezza ed il forte rispetto e legame verso Bruce Lee. Non per ultimo secondo me fanno capire l’atteggiamento scettico verso chi oggi parla del JKD. Mi fa pero anche piace che Peter rileggendo l’articolo mi ha fatto piu volte i complimenti per aver dimostrato la mia conoscenza dell’argomento ed il mio impegno

 

Lo scrivere questo articolo ed il rileggere piu’ volte il libro di Peter ed anche altri libri su Bruce Lee ed il JKD Jeet Kune Do e’ stato illuminante. Per quanto penso di conoscere il Jeet Kune Do mi rendo conto che ci sia sempre tanto da imparare. 

Mi rendo conto di quanta ignoranza ci sia in giro. Di quanti si vendano come istruttori di JKD ma poi mancano nei principi fondamentali. Tanti insegnanti di Jeet Kune Do insegnano cose troppo complesse dimenticando che il JKD e’ semplice e che la difesa è l’offesa. I due movimenti di difesa e attacco sono un unico movimento. Tanti corsi di JKD Jeet Kune Do si preoccupano di tecniche ma dimenticano la preparazione atletica.

 

Una volta mi venne detto che il Jeet Kune Do non e’ per tutti in quanto richiede un impegno diverso da altre discipline. In quanto la sua difficolta si nasconde nella sua semplicita’…e la sua semplicita e proprio la sua difficolta. Pensare che si trovano corsi di istruttori di Jeet Kune Do da un week end anche per chi non ha esperienza di arti marziali.

Walk on

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